Iniziative

SCUOLA DI FRATERNITA’ E DI CONDIVISIONE
Itinerario di fede per famiglie cristiane c/o Emet a Torreano di Martignacco


Emet e il “SINODO sulla famiglia”

Con questa piccola riflessione volevamo soltanto mettere in risalto l’importanza che ha avuto questa grande assemblea di vescovi (e non solo) per la Chiesa Universale. Il tema che hanno trattato riguarda un argomento di capitale importanza non solo per il “Popolo di Dio”, ma anche per la società civile: la famiglia.
La Chiesa invita i battezzati a contemplare la Santa famiglia di Nazaret.
Così Papa Francesco si è espresso nella ricorrenza della festa della Santa Famiglia di Nazaret il 28 dicembre 2014: “Il messaggio che proviene dalla Santa Famiglia è anzitutto un messaggio di fede. Nella vita familiare di Maria e Giuseppe Dio è veramente al centro, e lo è nella Persona di Gesù. Per questo la Famiglia di Nazaret è santa. Perché? Perché il Bambino Gesù con sua madre Maria e con san Giuseppe sono un’icona familiare semplice, ma tanto luminosa.
La luce che essa irradia è luce di misericordia e di salvezza per il mondo intero, luce di verità per ogni uomo. Per la famiglia umana e per le singole famiglie. Questa luce che viene dalla Santa Famiglia ci incoraggia ad offrire calore umano in quelle situazioni familiari in cui, per vari motivi, manca la pace, manca l’armonia, manca il perdono”.
La Emet in collaborazione-sinergia con la Forania ha organizzato all’interno della “Scuola di fraternità e di condivisione” un ciclo di incontri durante i quali lo stimmatino padre Francesco Rossi ci aiuterà a riflettere sul documento finale elaborato dai padri Sinodali. Per agevolare le famiglie abbiamo tenuto conto delle differenti esigenze-impegni: per questo abbiamo offerto la possibilità si incontrarsi nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (con possibilità di cenare insieme) scegliendo tra sabato o la domenica.
Le date stabilite per i prossimi incontri sono:

1° incontro: o sabato 16 o domenica 17 gennaio

2° incontro: o sabato 13 o domenica 14 febbraio

3° incontro: o sabato 5 o domenica 6 marzo

4° incontro: o sabato 9 o domenica 10 aprile

5° incontro: o sabato 7 o domenica 8 maggio


PASTORALE FAMILIARE

“Itinerario di fede per famiglie”

Carissimi lettori

La Emet, nata dal desiderio di realizzare i valori evangelici di “Condivisione, solidarietà e povertà-sobrietà” si è sempre prodigata a creare dei percorsi formativi che andassero oltre il normale studio esegetico delle Sacre Scritture, per orientare i “battezzati” a concretizzare in reali scelte di vita i valori evangeli.

Abbiamo chiamato questi itinerari di fede “Scuola di fraternità e di condivisione”: non sono dei sporadici incontri formativi, né convegni culturali-religiosi (pur non negando la validità e l’utilità di queste iniziative): abbiamo voglia di far emergere in questo itinerario formativo anche dei laboratori in cui gli stessi partecipanti potranno trovare delle concrete scelte di vita in cui “la condivisione-fraternità” trovino visibilità nell’attuale contesto sociale.

D’altra parte in ogni epoca, il battezzato ha dovuto affrontare la problematica relativa a come organizzare la vita sociale: in questa riflessione occorre tanta saggezza e illuminazione. A questo proposito Cristo ha qualcosa da insegnarci? Il battezzato conosce la relazione tra i principi di Gesù e le scelte sociali che Cristo stesso ha affrontato durante la sua vita? E i cristiani hanno riflettuto come quei principi enunciati da Cristo devono o dovrebbero entrare nella società odierna?

In sintonia con l’Ufficio Diocesano della “Pastorale per la famiglia” e con la Forania anche quest’anno abbiamo avviato tre itinerari a seconda delle esigenze e delle aspettative delle famiglie.

Per ulteriori chiarimenti: 328.66.57.048 o leggere il sito della Emet

Tutti questi itinerari hanno queste caratteristiche:


OBIETTIVO FINALE della “SCUOLA…”

Realizzare la Comunità cristiana come “Popolo di Dio”

Che cosa è la Chiesa: è una “comunità-società” di fratelli-sorelle che, alla sequela di Cristo, programmano insieme la loro vita condividendo ogni aspetto della vita umana. In questa “comunità-società” regna la giustizia, la solidarietà, la fraternità.

La Parrocchia realizzerà e concretizzerà questo obiettivo solo se alcuni cristiani faranno da “lievito” (comunità-fraterne) all’interno della “farina” (parrocchia, mondo). Per riuscire a realizzare questo obiettivo è bene che alcuni attraverso questi “itinerari” realizzino questi rapporti fraterni attraverso gesti concreti di condivisione, di solidarietà e di accoglienza. E’ scontato che solo queste “visibili-concrete scelte di vita” evangelizzeranno e diventeranno vere testimonianze missionarie: quindi porteranno una “proposta di vita” e non una ideologia. E’ quello che ha fatto Cristo che prima di essere “missionario” in tutto Israele, ha costituito la “comunità dei Dodici”.

In questa “società-fraterne” ognuno è soggetto attivo e non fornitore di alcune prestazioni periodiche. Ognuno è un membro (con i miei carismi, con le mie qualità, con le mie potenzialità e anche con i miei difetti) che dice: “Io sono una cellula di questo corpo e gli altri sono altrettante cellule del medesimo corpo”. Per cui è un contro-senso dire “Vado in Parrocchia”, ma i componenti di questa scelta diranno “Io sono Parrocchia”.


LINEE IMPOSTATIVE della “Pastorale familiare” come “Scuola di fraternità e di condivisione”

Premessa

In questo itinerario di fede delle famiglie scelgono di iniziare un percorso formativo nel desiderio di vivere fino in fondo il valore della Fede che è obbedienza totale a Dio nella situazione.

Le persone si incontrano per vivere insieme la loro già comune appartenenza a Cristo (sono state battezzate).

Per partecipare non occorre essere bravi, né capaci a far tutto, né possibilitati ad adempiere a tutto. Occorre una povertà di spirito che è un desiderio vero di Dio nella nostra vita, una semplicità di cuore, una disponibilità di fondo, vera e decisa, a tutto, che ci faccia attenti alla parola del Signore, che è sempre Lui a condurre noi e non viceversa.

Il vivere la Fede cambia il cuore del loro rapporto che non è più concepito in modo individualistico o privato, ma che diventa funzione di qualcosa di più grande che il Vangelo chiama “Regno di Dio”, che noi chiamiamo “Chiesa”.

L’itinerario di fede richiama ed esprime questo:

1) “E la moltitudine dei credenti formava un cuor solo ed un’anima sola” (Atti 4, 32)

Il gruppo è un’esperienza globale di Chiesa: Chiesa come comunità di persone che amano Dio e si amano tra loro. Deriva da questo una vita: la vita nuova del cristiano che è conversione dei rapporti con gli altri. Il primo rapporto convertito è quello di marito-moglie per cui i due sono insieme per un servizio e un amore grande al Mistero di Dio nel mondo. Il primo segno di questo è la loro capacità di apertura e di comunione concreta con gli altri. Il valore della comunione concreta è là dove i due, stravolgendo ogni struttura istintiva e terrena, accettano di essere coinvolti nell’esistenza degli altri in un rapporto di carità e di amore che dovrebbe diventare con un serio itinerario formativo, totale e definitivo. Il gruppo è l’ambito dove questa comunione concreta inizia a vivere: è il posto, cioè, dove ci si accoglie l’uno nell’altro, si dividono i bisogni materiali e spirituali, si condividono le situazioni e, nell’amore e nella preghiera, si celebra insieme l’amore grande di Dio per noi e per tutti.

2) “E tutti i credenti stavano insieme e avevano tutto in comune” (Atti 2, 44) La “comunione” se è vera tende ad esprimersi

Le persone coinvolte rendono visibile la loro unità con scelte e gesti concreti che sono il segno sincero della loro decisione interiore. Alcune forme di questa visibilità della comunione sono:

- un “incontrarsi” il più possibile assiduo, teso a maturare ed a esprimere il rapporto che sorge dall’iniziativa personale attenta e decisiva nel valore;

- programmare il proprio tempo “libero” (le domeniche, le feste in genere, le vacanze…) non in maniera individualistica, ma farlo diventare spazio opportuno per condividere l’uno l’esistenza dell’altro e per un richiamo di fedeltà al valore;

- la comunione dei beni o condivisone dei beni

Se lo stare insieme è vivere il nostro appartenerci in Cristo, allora, almeno tendenzialmente, ci si appartiene completamente orientandoci a fare la “comunione”. Se questo nella sua totale realizzazione rimane l’ideale, a cui tendere nel cammino maturante del nostro spirito, deve però trovare subito una pur discreta concretizzazione.

Senz’altro sono da concordare alcune scelte concrete da realizzare subito.

3) “Ed erano assidui nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere” (Atti 2, 42.46)

Il gruppo ha i suoi momenti in cui vive con espressione di sé più esplicita e più educativa: dal momento che il punto di partenza di questi “studenti” è diversa sono nati tre percorsi diversi.

Confronta in seguito le tre proposte.

Gli incontri non dovrebbero essere visti come un “giogo” o come un “dovere”: invece sono i momento più significativi per la nostra riflessione comune e per il dialogo tra noi nel quale mettendo in comune le nostre esperienze testimoniamo a vicenda la nostra fede in Dio e l’amore di Dio in noi.

4) “Ed essi erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli” (Atti 2, 42)

La comunione tra noi vuole essere non una semplice compagnia o solidarietà umana, ma un’esperienza autentica di Chiesa nella fraternità e nella condivisione. Per questo, perno del gruppo è il Vescovo che rimane un servizio alla Fede di tutti:

- nel dialogo di cui farle dono

- nel criterio ultimo che orienta e decide l’esperienza religiosa a cui si risponde con l’ubbidienza

5) “Voi sarete miei testimoni in Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria fino alle estremità della terra” (Atti 1, 8)

La volontà di essere Chiesa, ci si apre non solo agli altri battezzati della Parrocchia, ma anche al mondo intero. Quindi non si annuncia un’idea, una filosofia, ma si testimonia una vita.

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