Auguri di un Santo Natale e felice 2016

Gesù Bambino, debole, indifeso e innocente nella sua mangiatoria, senza astuzia, senza aggressività, è l’emblema della mitezza contro il mito scellerato della violenza, dell’aggressività ideologica e della guerra di oggi. La stalla è una vera provocazione all’adorazione della ricchezza, tipica del nostro tempo. Il Natale, dunque, va visto come sconfitta della solitudine, come festa della vita e trionfo della luce, momento culmine dell’amore, della gioia, della speranza e della giustizia. Tutte le impalcature esteriori del Natale (le luci, i regali, lo stare insieme) non nascono da sé, ma sono una derivazione della festa cristiana più autentica: la luce Divina che fa la sua apparizione nel mondo, il dono (il più grande di tutti) del Figlio da parte del Padre celeste a tutti gli uomini…
Il Natale, una grande occasione per tutta l’umanità di stupirsi ancora per un mistero che si rinnova.
(card. Giacomo Biffi)

Alle famiglie cristiane
Nell’entrare dentro la nostra storia Dio ha scelto di non essere semplice spettatore, ma anche attore. Non si limita ad indicarci la strada, ma la percorre con noi e prima di noi. E’ guida perché modello. E’ amico, compagno, colui che umanamente conosce l’esperienza della solitudine, del dolore, perché nessuno possa più sentirsi solo e perché il suo dolore abbia un senso.
Care famiglie questa solidarietà di Cristo, espressa attraverso la sua nascita, è un messaggio per ciascuno di noi…
Care famiglie, il Natale sta qui: nel renderci coscienti di quanto Dio in Cristo ci ama, ma anche nel renderci più solidali tra di noi e più attenti ai poveri nei quali Gesù vuole essere incontrato: “ho avuto fame e mi avete data da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25, 35-36).

Emet e la Solidarietà
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Emet e il “GIUBILEO straordinario sulla misericordia”
Con la Bolla pontificia, Misericordiae vultus, Papa Francesco ha indetto il Giubileo straordinario della misericordia. Questo documento approfondisce il concetto di misericordia e offre suggerimenti pratici per celebrare il Giubileo. Un’occasione, dunque, di riflessione e di preghiera, per tutti, specialmente per coloro che si trovano lontani da Dio e desiderano ritornare a lui.
Il Papa, soffermandosi sul rapporto tra misericordia e giustizia dice: “La misericordia non è contraria alla giustizia, ma esprime il comportamento di Dio verso il peccatore, offrendogli un’ulteriore possibilità per ravvedersi, convertirsi e credere…”.
Il Papa, ancora, invita tutti a praticare le opere di misericordia corporale e spirituale: “Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi…”
“E’ mio ovvio desiderio”, scrive il Papa, “che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale, Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. La predicazione di Gesù ci presenta queste opere di misericordia perché possiamo capire se viviamo o no come suoi discepoli.
Riscopriamo le opere di misericordia corporale: 1) dare da mangiare agli affamati; 2) dare da bere agli assetati; 3) vestire gli ignudi; 4) accogliere i forestieri; 5) assistere gli ammalati; 6) visitare i carcerati; 7) seppellire i morti.
E non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: 1) consigliare i dubbiosi; 2) insegnare agli ignoranti; 3) ammonire i peccatori; 4) consolare gli afflitti; 5) perdonare le offese; 6) sopportare pazientemente le persone moleste; 7) pregare Dio per i vivi e per morti”.
L’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, è iniziato il Giubileo e si concluderà il 20 novembre 2016, solennità di Gesù Cristo: il Signore dell’universo. Per la prima volta nella storia dei giubilei viene data la possibilità di aprire la Porta Santa anche nelle diocesi, nella cattedrale o in una chiesa significativa o in un Santuario di particolare importanza per i pellegrini.
Questo Giubileo sia un momento di grazia perché ognuno di noi non ci stanchi di offrire misericordia e perdono a tutti gli uomini.
La Emet si sta prodigando per realizzare alcune di queste “opere” (sia corporali che spirituali): confidiamo di trovare anche la fattiva collaborazione di amici e conoscenti della comunità.
Emet e il “SINODO sulla famiglia”
Con questa piccola riflessione volevamo soltanto mettere in risalto l’importanza che ha avuto questa grande assemblea di vescovi (e non solo) per la Chiesa Universale. Il tema che hanno trattato riguarda un argomento di capitale importanza non solo per il “Popolo di Dio”, ma anche per la società civile: la famiglia.
La Chiesa invita i battezzati a contemplare la Santa famiglia di Nazaret.
Così Papa Francesco si è espresso nella ricorrenza della festa della Santa Famiglia di Nazaret il 28 dicembre 2014: “Il messaggio che proviene dalla Santa Famiglia è anzitutto un messaggio di fede. Nella vita familiare di Maria e Giuseppe Dio è veramente al centro, e lo è nella Persona di Gesù. Per questo la Famiglia di Nazaret è santa. Perché? Perché il Bambino Gesù con sua madre Maria e con san Giuseppe sono un’icona familiare semplice, ma tanto luminosa.
La luce che essa irradia è luce di misericordia e di salvezza per il mondo intero, luce di verità per ogni uomo. Per la famiglia umana e per le singole famiglie. Questa luce che viene dalla Santa Famiglia ci incoraggia ad offrire calore umano in quelle situazioni familiari in cui, per vari motivi, manca la pace, manca l’armonia, manca il perdono”.
La Emet in collaborazione-sinergia con la Forania ha organizzato all’interno della “Scuola di fraternità e di condivisione” un ciclo di incontri durante i quali lo stimmatino padre Francesco Rossi ci aiuterà a riflettere sul documento finale elaborato dai padri Sinodali. Per agevolare le famiglie abbiamo tenuto conto delle differenti esigenze-impegni: per questo abbiamo offerto la possibilità si incontrarsi nel pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (con possibilità di cenare insieme) scegliendo tra sabato o la domenica.
Le date stabilite per i prossimi incontri sono:
1° incontro: o sabato 16 o domenica 17 gennaio 2° incontro: o sabato 13 o domenica 14 febbraio
3° incontro: o sabato 5 o domenica 6 marzo 4° incontro: o sabato 9 o domenica 10 aprile
5° incontro: o sabato 7 o domenica 8 maggio

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